venerdì 21 luglio 2017

Equinozio d'autunno, a settembre a Villa Medici Il Vascello la ripresa dei lavori massonici



Consuete celebrazioni del Grande Oriente d’Italia a settembre per la ricorrenza dell’Equinozio di Autunno, che ogni anno segna la ripresa dei lavori delle logge dopo la pausa estiva, e l’anniversario del XX Settembre 1870, data storica dell’Unità d’Italia, che con la Breccia di Porta Pia unì Roma al paese. Cinque le date dei festeggiamenti nazionali che si svolgeranno nella capitale: dal 16 al 20 settembre il Grande Oriente mette in campo una serie di iniziative per ricordare, riflettere ed elaborare il futuro. Maggiori dettagli saranno diffusi nelle prossime settimane.

Giornata clou delle celebrazioni sarà sabato 16 settembre con mattina e sera dense di attività al Vascello (Via San Pancrazio 8, Roma), sede nazionale del Grande Oriente. Alle 10,30 – fino alle ore 13 circa – è previsto un dibattito con interventi di esponenti del mondo della cultura e della comunicazione. Le conclusioni saranno del Gran Maestro Stefano Bisi. Dopo una pausa fino al primo pomeriggio, i festeggiamenti proseguiranno fino a serata inoltrata e la tradizionale allocuzione del Gran Maestro sarà il momento centrale della giornata.

I festeggiamenti del 16 settembre si chiuderanno con un buffet. L’accesso al Vascello sarà libero solo la mattina, mentre per il pomeriggio è necessaria la registrazione. Gli iscritti al Grande Oriente d’Italia e gli altri ospiti potranno accreditarsi scrivendo, entro l’8 settembre, a: xxsettembre@grandeoriente.it.

Mercoledì 20 settembre sarà un altro giorno di celebrazioni che ricorderà l’ingresso dei bersaglieri a Roma attraverso la Breccia di Porta Pia. La Massoneria del Grande Oriente d’Italia, in questi 147 anni, ha mantenuto viva la memoria storica di quegli eventi che sono il culmine dell’epopea risorgimentale e anima dell’identità del nostro paese. Il Gran Maestro Stefano Bisi con una delegazione si troverà, come ogni anno, presso la targa che ricorda i fatti del 20 Settembre 1870 dove sarà deposta una corona d’alloro e lo stesso Gran Maestro terrà un breve discorso commemorativo. Una corona sarà collocata anche alla base del monumento a Giuseppe Garibaldi sul Monte Gianicolo. Tutti sono invitati a partecipare.

Fonte: GOI

giovedì 20 luglio 2017

Il senso delle stelle non è quello di un uomo



« L'uomo è un mistero. Un mistero che bisogna risolvere, e se trascorrerai tutta la vita cercando di risolverlo, non dire che hai perso tempo; io studio questo mistero perché voglio essere un uomo».

Fëdor Dostoevskij, Lettere sulla creatività

mercoledì 19 luglio 2017

Habitare fratres in unum, essere compassionevoli

di Paolo Callari



L'amore è uno stato affettivo di appagamento e felicità del proprio essere nel mondo, una esperienza esistenziale legata a qualunque percezione positiva di sé nel mondo.
Esso si rivela in ogni tipo di atteggiamento unitivo: è creativo in quanto, a diversi livelli, rappresenta la sintesi del Logos e dell'Eros contro la separatività e la distruttività del non amore e può essere collegato ad altre persone o indipendente da esse e del tutto soggettivo.

L'amore va dagli appagamenti più sensoriali a quelli più raffinati: intellettuali, estetici, etici, sino all'amore incondizionato, legato a uno stato di coscienza transpersonale.
Nell'arco dell'amore, l'individuo agisce spinto dalla forza universale dell'Eros, che va dalla passione sessuale all'amore cosmico. Permette l'appagamento di tutti i bisogni umani, da quelli istintuali, a quelli mentali, a quelli spirituali. Tra di essi: l'amore della verità, della conoscenza, della bellezza, del sacro. L'amore personale si basa su una conoscenza parziale della realtà e del Sé, è motivato dalla necessità di “avere” ed ha come obiettivo la gratificazione di una carenza, legata a un bisogno dell'io da cui è determinato.

L'amore transpersonale nasce dalla evoluzione della conoscenza e della coscienza e dalla corrispondente trasformazione delle componenti egoistiche legate all'avere, al potere e al successo personale. Segna il passaggio dallo stato di coscienza dualistico al non dualistico: il suo punto massimo è nella realizzazione del “Sé”, uno stato di coscienza unitivo e felice.

L'amore transpersonale, essendo una espressione di conoscenza transegoica deriva, nei suoi diversi gradi, dalla attualizzazione del patrimonio inconscio superiore che ogni essere umano possiede come miniera non esplorata della interiorità.
Le sue funzioni preferenziali sono: intuizioni archetipiche, sentimento altruistico e volontà di bene. L'amore del Sé ha le connotazioni dell'eterno e dell'universale, al di là di ogni identificazione materialistica legata all'attaccamento e all'avversione.

Più dell'amore transpersonale, che ne rappresenta il momento precedente, esso è una unità di sentimento e di intuizione del sacro quale essenza del Reale.
Presente solo in rarissimi casi di rapporti interpersonali (maestro e discepolo): esso è soprattutto rappresentato nell'amore delle più alte personalità della mistica e della sapienza meditativa.

La sua forma, trascendente qualunque qualificazione, è quella del distacco totale dalla importanza personale.
Le qualità dell'amore transpersonale sono: l'umiltà, la pazienza, la comprensione, la compassione, la tolleranza e la generosità. Esse si sviluppano in una persona integrata.

Possiamo dire che l'amore transpersonale-spirituale è legato al bisogno di “essere” e non a quello di “avere”, indi alla realizzazione delle potenzialità umane archetipiche più alte e sublimi del vero, del Se rivolto alla realizzazione della propria più profonda natura divina.
È l'amore volto a integrare l'essenza, il cuore del Sé, e con esso i suoi archetipi dell'armonia, dell'amore e della sapienza.

È quell'amore che spinge all'unità sempre più intensa e perfetta con la Fonte universale della vita; ha equivalenti con l'amore mistico e con lo stato di beatitudine del saggio.
Le qualità dell'amore transpersonale sono: l'umiltà, la pazienza, la comprensione, la compassione, la tolleranza e la generosità. Esse si sviluppano in una persona integrata che ha raggiunto un retto amore di sé e si vanificano in una persona disarmonica il cui campo della coscienza è alterato da problematiche conflittuali: in tal caso l'io è impulsato da energie separative, che sono in antitesi con le energie spirituali e sintetiche dell'amore.

Le qualità dell'amore sono perciò in relazione alla salute psicologica e dipendono dal susseguente grado di attualizzazione delle potenzialità umane e di sviluppo.
I caratteri distintivi dell'amore transpersonale sono: il servizio, la creazione spirituale e la conseguente attitudine alla propria autotrasformazione per dissolvere i fattori egoistici che separano l'io dal Sé, sino alla piena autorealizzazione. Essi sono volti a suscitare in sé e negli altri le energie rivolte alla crescita e al benessere non avido, si esprimono nell'ambito di successivi atti d'amore donativi e si associa alla conoscenza nei suoi aspetti di empatia e di intuizione supercosciente.

L'empatia in senso transpersonale è la capacità di comprendere (dal latino cumprehendo) le qualità del vissuto altrui includente la sofferenza e l'errore, oltre le possibilità conoscitive della ragione: implica il cuore più che la mente.
L'empatia è un silenzioso entrare in sintonia con quanto avviene sia nella coscienza che nell'inconscio altrui: essa è una qualità creativa che si esprime nel contatto interpersonale al di là del dialogo e della interazione; come tale è una qualità di elezione dello psicoterapeuta di orientamento transpersonale e di qualunque tipo di Maestro.
L'empatia è una qualità che si attivizza per motivazioni spirituali e altruistiche, solo in seguito a un avanzato grado di purificazione coscienziale quando i bisogni dell'io sono stati compresi e risolti. Attraverso essa, si entra in contatto con il sentimento altrui, senza subire alcun coinvolgimento emotivo.

L'intuizione è strettamente correlata alla empatia, ed è tanto maggiore quanto più è slegata dall'espressione dell'io e quanto più è legata alla realizzazione del “Sé”.
Nell'intuizione, l'amore si esprime nel suo aspetto più conoscitivo, quale modalità di contatto e di comprensione attraverso l'unione di soggetto e oggetto senza mediazioni razionali e interlocutorie. Essa è perciò conoscenza immediata e totale dell'altro, in cui l'interazione tra un “io” e un “tu” non è determinata dai bisogni, ma è sostituita da uno stato unitivo dell'essere in cui la manifestazione dialettica e separativa dell'esperienza duale è sintetizzata nell'esperienza unitiva-spirituale.

In tale tipo di amore, la compartecipazione umana si può estendere anche alla realtà cosmica di cui ognuno fa parte, dove il significato della vita è agganciato alle categorie universali, e ogni aspetto relativo è riconosciuto solo come una manifestazione di una più
totale realtà assoluta.

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martedì 18 luglio 2017

Jonathan Swift e la Massoneria

Frontespizio dei "Viaggi di Gulliver" di Jonathan Swift


Che Jonathan Swift, l'autore dei "Viaggi di Gulliver", fosse Massone si è sempre detto. Mancavano però le prove documentali. In questo articolo accademico (in inglese) di Katsumi Hashinuma, viene affrontata la questione e vengono fornite le prove:

https://app.box.com/s/cqqrb6kd1hip0lntvo27

(m.r.)

lunedì 17 luglio 2017

Il labirinto

di Almerindo Duranti



Simbolo che nasce dalla complicazione del segno della spirale; secondo gli etnologi esso ascenderebbe all’epoca megalitica e simboleggerebbe sia il mistero della Morte, sia il viaggio dell’anima nell’oltretomba fino alla liberazione e rigenerazione della rinascita. Le tombe dei Faraoni rappresentavano un labirinto regolare costituito da due piani: uno superiore adibito ai profani e, quindi ai riti exoterici ed uno inferiore per i riti segreti e, quindi solo per gli iniziati. Nel Medio Evo il Labirinto fu il simbolo deella fratellanza dei Massoni, costruttori di cattedrali. Gli Alchimisti lo  indicavano come “centro alchemico” o “Labirinto di Salomone” e, in seguito, anche con i termini “androgino” o “la Rosa”.  Tratto dal Dizionario Massonico di Luigi Troisi Ed. Bastogi.